28 November 2008

Annullo festa S. Francesco di Paola


Annullo Postale realizzato in occasione dei festeggiamenti per il cinquecentenario della morte del nostro Patrono.
Data: 3/8/2008
Località:Fossato Serralta Filiale: Catanzaro
Festeggiamenti protettore Fossato Serralta San Francesco di Paola
La leggenda:

Il nostro JOGALI (Jofà o Jugale, identico al Giufà, Giuxà, Giucà, Giuhà dei siciliani), il cui nome è pervenuto a noi (come afferma il prof. Dorsa nel suo saggio: “La tradizione greco-latina negli usi e nelle credenze popolari della Calabria Citeriore”, pg.4, Cosenza 1884) dall’India o, per altri studiosi, ha probabilmente un’origine araba; rappresenta, in Calabria, lo scemo del villaggio con lampi di genialità, dettati da un’innata furbizia, che gli fanno trovare la battuta giusta o la via d’uscita quando si trova nei guai. Vari i racconti di cui é protagonista, insieme alla madre perennemente disperata e in ansia per lui, nei quali la linea rossa che separa lo stupido dal saggio non è molto nitida e il personaggio si presta a tutte le situazioni e a tutte le interpretazioni.
Jogali e la trippa. (Fossato Serralta, CZ).
Una domenica, la madre di Jogali disse al figlio: “Va' al macello, e compra una trippa che devo fare il “morsello”. E Jogali andò. Dopo la portò a casa, e la madre gli disse: “Ora devi andare a lavarla dove c'è molta acqua”. E Jogali le rispose: “Va bene”. Si mise in cammino, arrivò alla fontana, e disse: “Qui c'è poca acqua”; e andò al fiume. Tornò a dire che vi era poca acqua. Cammina, cammina, andò al mare, e disse: “Qui si che c'è molta acqua!”, e cominciò a lavare la trippa. Dopo averla lavata, vide passare una barca, e si mise a far segni con la trippa. I marinai, credendo che fosse qualcuno che voleva imbarcarsi, si avvicinarono, e gli dissero: "Che cosa vuoi?". E Jogali rispose: “Vi pare che sia ben lavata questa trippa?” “Ah! Maledetto tu sia! Aspettaci, che ti accomodiamo noi”. Scesero dalla barca, lo bastonarono e dopo gli dissero: “Tu devi dire: Vento in poppa, marinai ricchi! Hai capito?”. Il povero Jogali si mise sulle spalle la trippa, e si avviò per andare casa; e per la via andava gridando: "Vento in poppa, marinai ricchi!". Arrivò a una casa, che stava bruciando e gridò: Vento in poppa, marinai ricchi! ...” “Ah! Maledetto tu sia!” gli dissero coloro che stavano spegnendo il fuoco. Tu devi dire: “Vento spenga! vento spenga!”. E lo bastonano. Cammina, cammina, arrivò in un podere dove stavano dando fuoco ad una fornace di calce, ma non potevano accenderla; e Jogali gridò: “Vento spenga! Vento spenga!...” Le persone, che stavano accendendo la fornace gli si avvicinarono e lo bastonarono di nuovo e il povero Jogali, a stento, se ne ritornò a casa. Non trovò la madre, che era andata alla messa, ed egli andò a trovarla in chiesa, portando con sé la trippa. Appena arrivato, trovò che il prete stava predicando, e diceva: “Per questa pancia, facciamo tanti peccati; per questa pancia andiamo all'inferno...”. Jogali credé che fosse per la trippa che aveva lui, e disse: “To', che non la voglio, che per questa trippa ho preso solo un sacco di legnate!”, e gliela scagliò addosso. Un cane, che era nella chiesa, si avventò sulla trippa, e, per miracolo, non addentò il prete. Il cane ne godette, e Jogali non poté mangiare il suo “morsello”… Digiuno e bastonato!

Il malochio e i funerali

Il malocchio.

Erano diffuse pratiche e riti strani per togliere il malocchio. Ci si serviva di piatti, olio, sale o addirittura tegole e tizzoni accesi, recitando lunghissime filastrocche.

Funeralia.
Le donne di Fossato durante i funerali cantavano i trivuli, nenie, si graffiavano il volto, si strappavano i capelli urlando e disperandosi. Continua la tradizione dei consuli, i pranzi preparati per i parenti del defunto.

La cucina tipica

La cucina tipica.
Origano, alloro e rosmarino rendono la cucina fossatese molto profumata. Legumi e minestre vengono cotti ancora nella pignatta vicino al caminetto, per poi essere gustati con un filo di olio di oliva. Come in tutto il resto della regione si fa abbondante uso di insaccati, che ognuno, nei mesi più freddi, prepara per la stagione estiva. Gli ampi castagneti forniscono frutti a volontà che vengono consumati durante tutto l'arco dell'anno, cotti (caldarroste, castagne infornate etc.) o crudi. Per quanto riguarda il vino, ogni famiglia provvede al proprio fabbisogno, vendemmiando in autunno.

Personaggi Storici

Personaggi Storici:
Antonio Domenico Cua
Architetto e matematico, nacque nella frazione Savuci il 4 agosto 1819 da Antonio e Rosa Riccelli. Nel 1841 incaricato dall'intendente della provincia di Napoli, progettò la riforma stradale per la livellazione e la distribuzione delle acque di molti comuni. Ventitreenne conseguì la laurea in Ingegneria e Architettura. Insegnò matematica nella Scuola militare e nel Collegio della Nunziatella. Nel 1855 fu chiamato a insegnare nella Regia Università di Napoli, geometria analitica. Divenne socio del Regio istituto d'incoraggiamento e dell'Accademia Pontaniana. Nel 1859 venne nominato con decreto regio socio corrispondente della società Economica della Calabria Ulteriore 2. Nel 1864 divenne Ingegnere direttore di S. M. Vertecoeli. Nello tesso anno entrò a far parte dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Fu il primo architetto della Chiesa del Rosario di Pompei. Seguì i lavori di costruzione dell'edificio sacro gratuitamente dal 1876 al 1883. Nel 1880 gli fu conferita la Croce di Cavaliere della Corona d'Italia. E' morto nella sua villa di Resina (Na), il primo settembre 1899.
Francesco Capillupi
Poeta, fu esule volontario in Marica per 48 anni. Tra le sue poesia si ricorda Caru Fossatu. L'amministrazione comunale gli ha dedicato un targa.
Raffaele Giordano
Nacque il 10 dicembre 1825 da Gerardo e Chiara Calogero. Terminati gli studi venne ordinato sacerdote. Fu canonico e tesoriere del Capitolo di Catanzaro. Nella stesa città guidò il convitto privato per le scuole elementari. Divenne, poi vicedirettore del seminario catanzarese. Morì il 22 dicembre 1989.
Francesco Pascente
Nacque il 2 febbraio 1805, da Ignazio e Francesca Pascente. Si conosce poco dei suoi studi giovanili. Di carattere rigido e austero, fu parroco della chiesa di Santa Maria delle Grazie di Fossato. Ebbe un intenso rapporto con la burocrazia borbonica. Tenne nascosto a casa sua nel 1860 l'avvocato Antonino Greco di Vincolise, cospiratore condannato al carcere a vita. Grazie a un ingente finanziamento dei Borboni avviò la ristrutturazione della chiesa dell'Assunta, ma il sindaco d'allora Luigi Colao gli impose di togliere lo stemma borbonico. Il parroco non si piegò al volere del primo cittadino. Morì il 30 settembre del 1867.
Nicola Chimicata
Ufficiale della guardia di finanza nacque nella frazione Maranise il 22 aprile 1829. Fu parte attiva nella distruzione della banda brigantesca chiamata "dello Sciameo". Morì a Fossato il 23 novembre 1900.
Raffaele Giordano
Medico e letterato.

L'UNIVERSITA DI FOSSATO SERRALTA

L’Università di Fossato Serralta.
Il paese fu il più importante borgo dell'antica città di Trischene, o Tris Tabernacula, oggi Taverna, fondata da popolazioni risalite dalla costa in seguito alle continue incursioni e distruzioni operate dai saraceni. Questo borgo, allora chiamato casale, si trasferì sulle pendici dell'altipiano Serra Alta, sulla riva destra del fiume Alli, fra profondi burroni e torrenti, mentre Taverna gli stava di fronte, nella vallata del Litrello, sulla riva sinistra dello stesso fiume Alli. Chi furono i primi abitanti di Trischene (Taverna) e del borgo Casale (Fossato), vicini alla costa ionica, non ci è dato di sapere perché trattasi di tempi preistorici, cioè parecchi secoli prima della venuta di Cristo. Comunque, per diradare le tenebre di un'epoca leggendaria e nebulosa, ci rifacciamo a quanto gli storici hanno congetturato sulle origini di Taverna e così di Fossato, a seguito della distruzione anche della antica ed importante repubblichetta di "Uria", sita sulla costa ionica, tra le attuali Sellia Marina e Botricello. Dopo i tempi omerici, i greci emigrarono verso la Calabria e, fermatisi sulle coste, fondarono colonie. Seguirono altre distruzioni e trasferimenti che li costrinsero a risalire ancora, fin dove ora sono situati i nostri abitati. Così Fossato, come Taverna, dopo l'anno 981, si trasferì definitivamente nella nuova località, chiamata Serra Alta, fondandovi Fossato, al quale, per la denominazione della località stessa, fu aggiunto il nome di Serra Alta, e così "Fossato Serralta".Fossato Serralta, a quell'epoca, non solo si fortificò, ma dimostrò anche di essere saggia e preparata,con una forza propria, aumentando ancora di prestigio. Per queste qualità fu elevata a "Università", con giurisdizione territoriale ed amministrativa su altri paesi limitrofi. Fu così che dalla costa ionica risalirono in Fossato Serralta parecchie famiglie benestanti, perché si sentivano più sicure e protette, e fu così che una piccola chiesetta, o cappella privata, venne costruita nel rione San Rocco da parte della famiglia, certamente facoltosa chiamata dei "Donni Micheli", non meglio conosciuta (forse Don Michele), cappella costruita verso l'anno1200, limitrofa alle abitazioni costruitevi e dei terreni da questi acquistati. Dopo questa cappella privata, nel centro del paese, venne costruita la prima chiesa parrocchiale verso l'anno 1300 e venne intitolata a "Santa Maria delle Grazie", abbastanza grande, ad una navata centrale ed un laterale, oltre un piccolo campanile a fianco. Fossato, comunque, ha sempre vissuto una vita comunitaria particolarmente intensa, ricca di umanità; una vita che ha avuto senso nel culto della famiglia, della religione e del lavoro, una vita che resta nel cuore anche di coloro che, nati in questo lembo di terra del Sud in Italia, rivivono il ricordo personale o il racconto tradizionale delle proprie origini, in Italia, in Europa, in Australia e nelle lontane Americhe.